Zanzibar: cosa fare e cosa vedere

Andare a Zanzibar

Cosa fare e cosa vedere a Zanzibar? Il suo splendido arcipelago è situato nell’Oceano Indiano di fronte alla costa orientale della Tanzania di cui fa parte. È costituito da due isole principali: Unguja, o semplicemente isola di Zanzibar e Pemba, e da numerose isole minori alcune delle quali disabitate.



Zanzibar è un isola che offre molteplici alternative tra svago e relax, cultura, storia e natura. Una settimana può non bastare se si ha voglia di concedersi un po’ di sano relax distesi all’ombra delle palme oppure darsi alle escursioni per scoprire le meraviglie che l’isola offre. Organizzandosi bene, però, si possono comunque fare molte cose.

Zanzibar

Cose da fare a Zanzibar: la spiaggia

La spiaggia – Il nostro club, il Dongwe Club de “I Grandi Viaggi”, gode di una bellissima spiaggia che si presta a lunghe passeggiate, alla scoperta delle realtà locali. C’è un pontile in legno lungo 327 metri dove sono presenti un ristorante, un bar discoteca e servizi igienici. In questo incantevole luogo sospeso tra cielo e mare lo staff dell’animazione del club organizza diversi eventi molto molto carini. Il pontile risulta piuttosto comodo quando c’è la bassa marea perché è possibile raggiungere comodamente il mare. Noi in realtà preferivamo passeggiare lungo la spiaggia lasciata nuda dalla marea. È uno spettacolo fantastico veder emergere stelle marine, granchietti, ricci, alghe e pesciolini rimasti imprigionati in pozze d’acqua e che pazientemente aspettano il ritorno del mare per tornare nuovamente liberi. Dal pontile, ogni mattina alle ore 11, parte una barca con guide esperte per andare a fare snorkelingA parte un primissimo momento di ansia appena scesa dalla barca, il mondo che si è aperto davanti i miei occhi appena ho messo la testa sott’acqua ha fatto sparire le preoccupazioni e il senso di pace e tranquillità che si prova è impagabile. La flora e la fauna marina è molto ricca. Ho nuotato con una quantità infinita di pesci: cernie maculate, pesci pagliaccio che giocano a nascondersi tra gli anemoni, brillanti stelle marine, spugne, coralli, piccole e innocue meduse e addirittura un branco di calamari e altri numerosi pesci tropicali.

Zanzibar

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Cose da fare a Zanzibar: Prison Island e Nakupenda

Prison Island e Nakupenda – Questa escursione si fa tranquillamente in una giornata. Partenza alle 9 dal club per raggiungere il porto di Stone Town. Da qui, si salpa su una piccola imbarcazione locale, raggiungendo in circa mezz’ora Prison Island. Appena sbarcati Gigi, la nostra guida, ci ha fatto vedere delle bellissime stelle marine che erano lì a riva. Prison Island è un’ isola privata, anticamente usata come luogo per la detenzione degli schiavi, utilizzata poi dal governo britannico come luogo di quarantena nel periodo in cui dilagava la febbre gialla. In realtà la parte del museo degli schiavi si riduce a ben poco, sono ancora presenti degli anelli ancorati al suolo dove venivano legati gli schiavi ( tra l’altro questi anelli sono situati negli odierni bagni pubblici).

L’area dell’isola più interessante, per cui oggi è diventata un’ importante attrazione turistica,  è il giardino che ospita più di un centinaio di tartarughe giganti delle Seychelles. Le tartarughe sono tantissime e alcune molto molto vecchie, ce n’è una di 192 anni. Le più piccole sono tenute in recinti o gabbie per evitare che le più grandi le mangino. Sono abituate ai turisti, sempre molto numerosi, si lasciano tranquillamente accarezzare e fotografare.

Zanzibar

Da qui abbiamo ripreso la nostra imbarcazione per raggiungere l’altra meta del nostro tour, Nakupenda. In lingua swahili si traduce “ti amo” per questo è chiamata anche l’isola dell’amore. È una lingua di sabbia che appare e scompare al ritmo delle maree i locali sono solita chiamarla anche “l’isola che non c’è”. Il mare qui è davvero uno spettacolo: noi non siamo stati molto fortunati, perché era nuvoloso e soffiava un vento molto forte, è stato impossibile immergersi per fare snorkeling e godere appieno di questa bellissima isola. Questo sarà un ottimo motivo per ritornare a Zanzibar.

Zanzibar

Abbiamo pranzato seduti sulla spiaggia all’ombra di “tende”. I beach boys ci hanno preparato un pranzetto davvero gustoso: polpo, tonno, calamari, gamberi e patate tutto rigorosamente fritto, aragoste e cicale arrostite, le porzioni abbondanti e tutto dal sapore ottimo nonostante le norme igieniche siano state piuttosto precarie, e per finire frutta a volontà!

La spiaggia era gremita di gente e anche di tanti venditori ( parei, souvenir e tante altre cose, alcune di artigianato locale). Nel pomeriggio il tempo è migliorato soffiava sempre un bel vento ma è stato il momento più bello perché l’isola ci ha incantato con i suoi colori più belli, il mare di un turchese da cartolina e sabbia bianca che acceca, un vero sogno a occhi aperti.

La nostra gita stava per terminare, ci aspettava una mezz’ora di navigazione per raggiungere il porto e poi in poco più di un ora saremmo arrivati in hotel. La strada che conduce in albergo pullula di vita locale e come uno spettatore in un cinema in movimento osservo questo mondo così diverso dal mio ma al contempo così vero e affascinante. Torniamo in albergo con gli occhi pieni di bellezza, sguardi, profumi, sensazioni. Dopo soli tre giorni inizio già ad amare questa terra, l’Africa.

Cose da fare a Zanzibar: Jozani Forest e Foresta delle Mangrovie

Dista poco più di 20 minuti dal nostro club, il Dongwe Club. E’ il primo parco nazionale di Zanzibar ed è caratterizzato da un area protetta che si estende per circa 50 km2. La Jozani Forest ospita numerosi esemplari di colobo rosso, le scimmie endemiche dell’isola di Zanzibar. Per osservarle basta semplicemente addentrarsi pochi minuti nella foresta, o se si è piuttosto fortunati anche lungo la strada che divide la foresta, per questo motivo sulla strada sono stati creati dei dossi con lo scopo di far rallentare le auto ed evitare quindi incidenti per l’attraversamento delle scimmie. Sono degli animali molto socievoli e si nutrono prevalentemente di foglie, germogli, semi, fiori e frutti immaturi. Non mangiano frutti maturi dato che il loro stomaco non può digerire gli zuccheri. Queste scimmiette sono davvero simpatiche e socievoli si lasciano avvicinare e talvolta si avvicinano loro se gli si porge qualche ramoscello da mangiare.

Zanzibar

Zanzibar scimmia

La Jozani arriva fino al mare ed è qui che camminando su un pontile in legno ci siamo incamminati nella foresta delle mangrovie, uno spettacolo davvero suggestivo. Queste mangrovie sono caratterizzate dalla presenza di radici accessorie che sollevano il tronco dal fango, quest’ultimo abitato da piccoli granchietti nascosti qua e là tra le radici. In altri tratti si aprivano dei corsi d’acqua percorribili con canoe, questo panorama durante le grandi piogge muta regalando altri suggestivi scenari.

Zanzibar mangrovie

Cose da fare a Zanzibar: tour nella foresta delle spezie

Questa è stata senza dubbio una delle esperienze sensoriali più belle e interessanti della mia vita. Zanzibar è famosa tanto da essere definita l’isola delle spezie. Comincia così la visita alle piantagioni di spezie che si trovano nella parte interna dell’isola a pochi chilometri da Stone Town. È un area molto verde, grazie anche alla frequenza di piogge, la vegetazione è rigogliosa dove insieme alle piante di spezie troviamo alberi da frutto e piante di cotone. La produzione di spezie rappresenta dopo il turismo un’importante risorsa per l’economia locale. Accompagnati da una guida locale ci siamo addentrati tra alberi e piccoli villaggi alla scoperta delle spezie.

Il tour è stato reso molto interessante dalla nostra guida che stimolava i nostri sensi per farci indovinare di volta in volta quale spezia stavamo osservando o annusando. Il primo incontrato è un albero a me totalmente sconosciuto, Aneto rosso, detto anche albero del rossetto, il frutto di questo albero di colore rosso viene utilizzato come colorante e dalle donne locali come rossetto. E poi il pepe pilipilimanca, simile al nostro peperoncino rosso piccante. Sempre per quanto riguarda il pepe, c’è quello verde ancora non maturo, poi il rosa a cui se si toglie la buccia si ottiene il pepe bianco e poi il nero quando la maturazione è completa. Le bacche di Vaniglia assomigliano a fagioli verdi, diventano nere solo dopo l’essiccazione, che avviene rigorosamente  all’ombra per preservare l’intenso profumo.

Zanzibar spezie

I chiodi di garofano su cui c’è il monopolio dello stato. Curcuma e zenzero che sono due tuberi. Un’altra spezia è stata una rivelazione: la nostra guida ha tagliato un pezzetto di corteccia che ci ha fatto annusare e l’odore era inconfondibile, quello della cannella. Da un frutto raccolto su un albero ha tirato fuori la noce moscata. E poi lemongrass, cardamomo, eucalipto e carambola.

Durante la passeggiata abbiamo incontrato un locale che vendeva profumi: il più interessante, quello che ho comprato, è Zanzibar mix un profumo intenso dalle note dolci e fruttate. La passeggiata si è conclusa con gadget di foglie intrecciate e frutta fresca appena raccolta. Abbiamo anche assistito all’arrampicata di uno zanzibarino che con una sola cordicella tenuta tra i piedi è salito per più di 20 metri per raccogliere un cocco che poi abbiamo mangiato. La guida ci ha spiegato che il cocco che noi siamo abituati a mangiare in Italia per loro è vecchio e secco e infatti quello che ho mangiato nella foresta delle spezie ha un succo  frizzantino e la polpa è morbida una vera delizia. La frutta ha un sapore intenso: ananas, mapo, papaya inondata di lime, anguria, pompelmo sono  un vero concerto per le papille gustative. I locali sono sempre molto cordiali e gentili. Vista la mia passione per le spezie ne ho acquistate alcune per cercare anche solo in parte di riportare a casa un po della magia e della bellezza africana.

Cose da fare a Zanzibar: la capitale Stone Town

Stone Town, letteralmente “Città della pietra” vista la sua importanza storica e la sua architettura, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La nostra passeggiata alla scoperta della città vecchia parte dal brulicante mercato , camminando tra la folla vieni sommerso e inebriato dagli odori delle spezie, dalle voci e dai colori, nonostante sia un ambiente molto caotico, non c’è mai stata la sensazione di caos e spaesamento. Lasciandoci alle spalle il mercato con la nostra guida ci siamo addentrati nelle strette vie gremite di negozi, case, alberghi, moschee. Nelle labirintiche vie non si trovano auto, le persone si muovono a piedi, in bici o in moto.

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Lo stile architettonico di Stone Town è caratterizzato da una miscela di stili: arabo, indiano, persiano e europeo. I portoni sono maestosi, massicci,con decorazioni e intarsi molto belli, di legno scuro, alcuni con borchie ornamentali in ottone. Altra particolarità dei palazzi sono i balconi con balaustre di legno intagliato. Una cosa curiosa che mi ha colpito è la presenza di lunghe panche posizionate a ridosso dei muri, le persone le utilizzano per riposarsi, ma in realtà fungono  da marciapiede nel periodo delle grandi piogge quando le strade diventano impraticabili. È molto bello camminare e curiosare (educatamente) nella vita zanzibarina, dietro una porta lasciata aperta da alcuni ragazzini rigorosamente a piedi nudi, c’era addirittura una sala giochi con panche in legno e vari televisori a cui sono collegate le Playstation e i bambini intenti a giocarci, i miei occhi hanno osservato un mondo molto diverso dal nostro, eppure il sorriso è sempre stampato sui volti di adulti e bambini. Ci sono diverse moschee, la chiesa anglicana , il Palazzo delle Meraviglie, la casa natia di Freddy Mercury, passeggiando qua e là abbiamo approfittato per acquistare qualche souvenir di artigianato locale.

La nostra lunga passeggiata alla scoperta di Stone Town termina davanti al  The Africa House per sorseggiare un aperitivo e godere del più bel tramonto in uno dei luoghi più suggestivi e romantici di Zanzibar. Terminata la passeggiata nella capitale ci siamo concessi un meritato relax in questo posto magnifico per sorseggiare una bibita fresca e seduti davanti uno scenario da favola goderci un tramonto indimenticabile per i colori l’atmosfera e le emozioni di questa fantastica giornata trascorsa. Questa tappa non può assolutamente mancare nel vostro viaggio a Zanzibar.

Zanzibar barche

Zanzibar tramonto

Zanzibar

Foto: credit Sara Lombardi e Andrea Viola

Sara Lombardi

Appassionata di fotografia, viaggi, libri. "Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato." Edgar Allan Poe

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