Cosa vedere in tre giorni a Londra: il mio tour nella capitale britannica

Cosa si fa quando si decide la meta di un viaggio organizzato per staccare qualche giorno dalla routine quotidiana? Si sceglie un luogo in cui hai sempre sognato di andare e io ho scelto Londra. Ho sentito il bisogno di andare in Inghilterra perché avevo la necessità di provare che l’amore ideale che ho sempre avvertito per quel Paese e quella città potesse convertirsi in un amore concreto, reale. 

Succede lo stesso quando ti innamori di qualcuno che non hai mai visto dal vivo: ti innamori dell’idea che ti crei di quella persona ma per sapere se l’amore può sbocciare davvero, quella stessa persona la devi vivere. Ed è questo che io ho fatto andando a Londra, consapevole del fatto che l’amore, però, sarebbe sbocciato eccome!

Cosa vedere a Londra: prima di partire



(questa parte dell’articolo l’ho scritta alla vigilia della partenza in effetti ^^)

La preparazione di un viaggio mi destabilizza sempre. Succede perché provo un mix di emozioni contrastanti: sono eccitata per la partenza, non ho voglia di fare la valigia ma poi la faccio in dieci minuti, sono emozionata perché vedrò posti nuovi, sono nervosa perché temo di dimenticare qualcosa.

Per fortuna nella vita non si è mai soli e quando c’è da mettere ordine arrivano in soccorso gli amici. Come quelli che mi attendono a Londra e come quelli che si sono prodigati per far sì che io potessi partire sprovvista di nulla. Travel Card, cartina e guida di Londra, app varie sullo smartphone, adattatori per le prese della corrente, biglietti aerei, prenotazione albergo comodo e a buon e mercato, qualche itinerario tracciato prima di partire per non farsi cogliere impreparati, un sacco di info raccolte da chi a Londra è già stato e ha vissuto. E insomma, sono pronta a partire… London I’m coming 🙂

Arrivo a Londra

Sono arrivata a Londra la sera del 27 novembre. Pioveva un po’ ma faceva soprattutto freddo per via del vento che soffiava deciso. Uno dei motivi per cui non andrei più a Londra in quel periodo dell’anno (da turista si intende) è probabilmente proprio il clima, che cambia repentinamente. Magari ti svegli col sole ma mezz’ora dopo il cielo è già tutto coperto di nubi, piove e c’è un vento fastidioso. Forse in primavera/estate il tempo è più favorevole.

Quando viaggio amo prenotare alberghi che siamo facilmente raggiungibili e che si trovino, possibilmente, accanto ad una stazione della metro. Per Londra ne ho scelto uno molto carino, l’Hotel Orlando, che si trova in Shepherds Bush Road, vicino alla stazione della metro Hammersmith. Ho pensato che si trattasse della soluzione logistica migliore perché la stazione di Hammersmith è attraversata da quattro linee della metropolitana (Piccadilly, District, Circle e Hammersmith & City) e perché ci si arriva facilmente dall’aeroporto di Heathrow (prendendo la Piccadilly Line). La zona di Hammersmith è un ottimo posto in cui alloggiare perché raggiungi molto velocemente i principali luoghi turistici, è molto ben collegata, è una zona piuttosto tranquilla e si trovano ottimi hotel a prezzi abbordabili. L’Hotel Orlando è gestito da italiani che ti fanno sentire come se fossi a casa tua (nel caso stiate cercando una struttura in cui si parli la vostra lingua) ed è inoltre attrezzato con un’ottima wi-fi gratuita. Nella zona di Hammersmith trovate anche molti negozi e locali di tutti i tipi, il che non guasta affatto.

Qui una gallery con alcune immagini di Hammersmith:

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Primo itinerario

Il primo consiglio che vi do, se non siete mai stati a Londra come me e se andate per la prima volta, è quello di acquistare la Travel Card prima di partire (vi verrà recapitata a casa). Londra è una città immensa, in cui è davvero necessario potersi muovere con i mezzi pubblici. Per me la Travel Card è stata vitale, anche perché avendo prenotato l’albergo ad Hammersmith, appena arrivata ad Heathrow ho potuto prendere immediatamente la metropolitana per raggiungere il mio hotel (Heathrow è servito dalla Piccadilly Line). Vi consiglio anche di acquistare le guide della National Geographic, con cui mi sono trovata davvero molto bene (tant’è che ho acquisto anche quella per Parigi, mia prossima meta).

Il primo giorno che sono potuta andare a spasso per Londra ho preso la metro e sono arrivata a Piccadilly Circus (da Hammersmith basta prendere la Piccadilly Line, quella blu). La prima cosa che ho notato della metropolitana di Londra (a parte l’ossessivo ma giustificato annuncio Please, mind the gap – fate attenzione al gradino) è che quando non si è in superficie il cellulare non prende (o almeno a me non ha mai preso). Si tratta di un qualcosa a cui non sono abituata a Milano e che da qualche anno non accade neppure più a Roma. Per questo, notare che il mio cellulare non prendeva nella metro di Londra, a parte quando eravamo in superficie, mi ha lasciato piuttosto disorientata.

Quando sono arrivata a Piccadilly Circus (che deve essere vista anche di sera, mi raccomando) ho però dovuto provare una piccola delusione: la statua dell’Eros che si trova al suo centro era quasi del tutto coperta (per via di lavori credo). Un motivo in più per tornare? Da Piccadilly Circus ho poi raggiunto la vicina Trafalgar Square, dove c’è anche la National Gallery. Da qui o poi raggiunto la Horse Guards, che di fronte a sé ha il St. James’s Park (in cui ho avuto il primo incontro ravvicinato con uno scoiattolino e in cui ho ammirato la splendida Duck Island, l’isola delle anatre ), e poi finalmente la celebre Abbazia di Westminster e le Houses of Parliament (il parlamento inglese), dove c’è anche l’ancor più celebre Big Ben. Proseguendo per Victoria Street si raggiungono anche la Cattedrale di Westminster e la Victoria Station (da vedere anch’essa). Percorrendo la Buckingham Palace Road da Victoria Station, si arriva fino a Buckingham Palace.

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Dopo aver scattato le foto di rito a Buckingham Palace ho deciso di prendere la metropolitana e di arrivare alla fermata Monument (servita da District e Circle line, ossia la verde e la gialla).  Da qui ho poi raggiunto il London Bridge e successivamente, con una bella camminata a piedi, sono arrivata fino alla Torre di Londra e al Tower Bridge.

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Secondo itinerario

Il programma del mio secondo giorno a Londra è parzialmente mutato rispetto a quello che mi ero figurata. L’ho trascorso con alcuni amici che non erano stati mai a Londra e che essendo arrivati nella capitale britannica un giorno dopo di me, avrebbero dovuto fare un percorso molto simile a quello già fatto da. Siamo partiti da Hyde Park (abbiamo visto anche il Winter Wonderland, un parco giochi invernale) e da qui poi abbiamo raggiunto Buckingham Palace, l’Abbazia di Westminster e il Parlamento (ho praticamente compiuto al contrario il percorso del giorno prima).

Qui alcune immagini di Hyde Park e del Winter Wonderland:

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Terzo itinerario

Il terzo itinerario l’ho fatto tutto in una mattinata perché poi nel pomeriggio ho dovuto raggiungere Heathrow e rientrare a Milano. Ho scelto di andare allo scoperta di una zona che avrei potuto raggiungere abbastanza facilmente da Hammersmith e che poi mi avrebbe consentito di tornare in albergo senza troppi problemi, per recuperare la valigia prima di andare in aeroporto. Ho quindi preso la metro ad Hammersmith e sono scesa a Notting Hill Gate. Da qui ho raggiunto gli splendidi Kensington Gardens (i miei giardini preferiti di Londra, dove c’è anche il Kensington Palace). All’ingresso dei Giardini sono stata accolta da un altro simpatico scoiattolino (mi hanno spiegato che si avvicinano perché sperano che tu possa dargli delle nocciole) mentre proseguendo lungo i viali sono poi arrivata ad un bacino (artificiale penso) in cui c’erano uccelli di tutti i tipi. La cosa straordinaria di Londra, che mi ha piacevolmente colpito, è che c’è un contatto bellissimo tra animali e persone. In Italia questo contatto non c’è e spesso gli animali nei parchi e nei giardini sono chiusi in recinti o comunque inavvicinabili, per proteggerli. Questione di mentalità e di altro senso civico, credo.

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Una volta uscita dai Kensington Gardens, sono tornata in autobus a Notting Hill Gate e da qui ho raggiunto la famosissima Portobello Road. Purtroppo la libreria che si vede nel film Notting Hill (con Hugh Grant e Julia Roberts) non c’è più da tempo ma Portobello Road è una gioia per gli occhi fatta di case di mille colori e di negozietti caratteristici. In zona ho mangiato anche al Portobello Restaurant: è un ristorante italiano gestito da siciliani in cui si mangia davvero divinamente e in cui sicuramente tornerei se mi trovassi di nuovo a Londra.

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Che dirvi? Londra si è presa il mio cuore e mi chiede di ritornare. Non so quando riuscirò ma so che lo farò. Per le mille cose che ancora devo vedere, per le persone che quando ti vedono in difficoltà si avvicinano subito e ti chiedono se hai bisogno di aiuto, perché Londra è Londra e non necessita di spiegazioni sul perché ci si dovrebbe andare. See you soon London 🙂

Barbara Vellucci

Web editor, blogger, content producer e social media addicted! Amo i viaggi e la fotografia ed è per questo che ho deciso di far partire l'avventura di BreathTrip :-)

2 commenti:

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